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ABBIGLIAMENTO BABY FIRMATO SCONTATISSIMO (Roma)

October 23rd, 2008

Una lettrice romana ci segnala questo stockista in zona nord Nuovo Salario, Prati Fiscali. Ci si trovano ottime occasioni di abbigliamento firmato da 0 a 16 anni. Le migliori marche a prezzo di stock. Si trovano cose molto carine di Papermoon, Amore, Trussardi, CK e molti altri. Ci si arriva solo in macchina. Tutte le carte di credito accettate.

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OCSE: AUMENTA IL DIVARIO TRA RICCHI E POVERI

October 23rd, 2008

Dal 1985 al 2005, gli anni che nei libri di storia verranno definiti come il periodo della globalizzazione e i suoi effetti, è aumentato il ‘gap’ tra ricchi e poveri nei paesi industrializzati e l’Italia è risultata sesta su 30 tra i campioni di disuguaglianza in una speciale classifica redatta dallOcse in cui viene superata solo da Messico, Turchia, Portogallo, Usa, e Polonia.

È quanto emerge dal primo rapporto di questo tipo stilato dall’Organizzazione economica e intitolata «Growing Unequal» che stima l’incremento della disuguaglianza sociale per reddito in crescita sull’onda dei fenomeni di mondiliazzazione. In sostanza chi era ricco ha accresciuto le sue disponibilità mentre chi era povero ha accresciuto il divario dal primo decile della classifica.

La stima, basata sul coefficiente di Gini che misura la differenza del reddito con un numero compreso tra 0 e 1 (eguaglianza perfetta nel primo caso e perfetta diseguaglianza nel secondo), mette ai primi posti Continua »

BENZINA CON PREZZI DIVERSI PER PROVINCIA

September 5th, 2008

Benzina, addio prezzo unico, Esso e Shell lanciano listini diversi per provincia

Arrivano i prezzi provinciali di benzina e gasolio. Ad Abbiategrasso (Milano) il gasolio potrebbe costare 4 o 6 centesimi in meno o in più rispetto a Vigevano (Pavia), a 11,4 chilometri di distanza. Lo stesso tra Sant’Antonio Abate (Salerno)e Scafati (Napoli), che distano 4,1 chilometri pari a tre minuti di motorino. Sono esempi immaginari. Ma non è immaginario il fatto che la Shell ha già varato i prezzi provinciali, ieri l’Esso ha deciso la sperimentazione e fra tre settimane i suoi distributori applicheranno il prezzo locale. Ma presto anche le altre compagnie seguiranno la stessa strada, indicata dall’Antitrust. Con vantaggi ma anche problemi.
Un vantaggio sarà la maggiore competizione locale: la presenza del distributore a basso prezzo di un ipermercato trascinerà anche le compagnie petrolifere a ribassare in quella zona. I prezzi provinciali si sommano all’ipotesi di imposte locali sui carburanti (si vedano gli articoli alle pagine 6 e 7). Già oggi in alcune regioni ci sono accise maggiori di quelle nazionali: ci sono 2,58 centesimi in più al litro in Campania, la regione più cara, e in Puglia, Molise e Liguria. Soldi che affluiscono nelle casse della Regione. Più sobrio in rincaro delle Marche, con due centesimi netti di sovrattassa al litro.
Maggiore competizione, quindi? Per molti versi, sì. Per rimanere sull’esempio immaginario di Vigevano, i consumatori potranno passare il ponte sul Ticino e rifornirsi nella vicina Abbiategrasso. Ma non è detto che sia vera competizione: al tempo stesso il benzinaio della provincia sfortunata perderà clienti, e non potrà fare nulla per impedirlo. Loro, i benzinai, hanno margini risicati, spesso nell’ordine dei 3-4 centesimi, e non potrebbero competere: rimarrà loro sempre meno margine (in senso anche economico) per delineare le personali politiche commerciali. Con il prezzo provinciale, la scelta delle politiche commerciali locali si sposta così dal benzinaio alla compagnia.
Si rischia anche una minore trasparenza del sistema prezzi. Oggi le compagnie comunicano al ministero dello Sviluppo economico i loro prezzi nazionali. Due calcoli, e il censimento è fatto. Un domani il ministero riceverà i singoli prezzi provinciali, dovrà ponderarli con il peso che ogni provincia rappresenta sul Continua »

COME AVERE PANNELLI SOLARI GRATIS

August 29th, 2008

Solare a costo zero con le banche - di Jacopo Giliberto

I clienti (famiglie e imprese) chiedono alle banche se possono finanziare la posa di pannelli fotovoltaici sul tetto della casa o dell’azienda. Le banche si adeguano e – in genere cautissime – cominciano ad accorgersi che le fonti rinnovabili di energia o gli investimenti nell’efficienza energetica sono non mode passeggere o velleità da figli dei fiori, bensì fonti di business. Per chi investe e per chi finanzia l’investimento. È nato perfino un premio per l’ecobanca più brava, il Green Globe Banking Award vinto quest’anno da Intesa Sanpaolo.

Quanti sono gli italiani interessati a mettere i pannelli solari sul tetto? Incalcolabili e sfuggenti alle statistiche. Basti sapere che fino a venerdì pomeriggio il Gestore dei servizi elettrici (la Spa pubblica che gestisce gli incentivi al fotovoltaico) aveva censito 10.220 microimpianti solari incentivati con le norme più recenti, pari a 69,9 megawatt, e 4.807 minicentrali fotovoltaiche incentivate con il «vecchio conto energia», pari ad altri 100,2 megawatt. Un indicatore qualitativo importante della sensibilità del mercato fotovoltaico viene dalla Popolare di Vicenza, che ha appena aperto una linea di finanziamento per l’acquisto di impianti fotovoltaici: «Almeno un’azienda cliente su tre ha dimostrato interesse ad approfondire la nostra offerta», osserva Emanuele Giustini, vicedirettore generale della Banca Popolare di Vicenza con responsabilità della divisione Mercati.

Le banche in genere articolano i finanziamenti in modo che il cliente non sborsi un euro e che le rate siano ripagate dagli incentivi statali al fotovoltaico. L’incentivo erogato dal Gestore del servizio elettrico sulla base delle indicazioni del ministero dello Sviluppo economico e dell’Autorità dell’energia dura vent’anni ed è costante nel tempo. Poiché è legato ai chilowattora prodotti dal pannello, la sua entità varia secondo le condizioni di produzione. Finché non è saldato il finanziamento, chi ha investito nel fotovoltaico guadagna sulla vendita dei chilowattora oppure più spesso sul solo risparmio conseguito sulla bolletta elettrica. Non tutte le banche offrono pacchetti così strutturati come la Popolare di Vicenza, e spesso si limitano a un più freddo credito a tasso agevolato. Ma ecco alcuni dei nomi tra gli istituti di credito più attivi: non è un elenco completo ma una rassegna a titolo indicativo.

Il Monte dei Paschi di Siena è stato uno dei primi istituti bancari ad avviare finanziamenti ambientali, a cominciare dalla sua Banca Verde ma anche con il finanziamento Welcome Energy. Molto impegnata è anche Intesa Sanpaolo, con un programma di finanziamenti che si estendono anche al contenimento dei consumi e all’efficienza energetica anche attraverso le banche controllate: è il caso della Cassa di risparmio di Padova e Rovigo che a Belluno ha firmato un accordo con l’Unione artigiani piccola industria. Attivissima anche la Banca di credito cooperativo il cui programma – che la Bcc ha presentato di recente in occasione delle Giornate della Microgenerazione – è molto esteso: ha aderito al progetto promosso Continua »

ANTITRUST, PARTONO LE VERIFICHE SUL CARO LIBRI

August 26th, 2008

I riflettori dell’Antitrust si accendono sulla scuola. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di avviare un monitoraggio sui costi dei libri di testo, per verificare gli effetti dell’istruttoria conclusa nell’aprile scorso con l’accettazione degli impegni presentati dagli editori. Da martedì la Guardia di Finanza effettuerà verifiche a campione nelle librerie di otto città italiane. Un’iniziativa accolta con favore dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e dalle associazioni dei consumatori.

L’obiettivo è verificare il rispetto dei accordi raggiunti in primavera. La maggior parte degli editori, ricorda l’Autorità, si è impegnata a sfruttare supporti informatici per ridurre i costi della carta, “e buona parte dei risparmi, si sarebbe dovuta tradurre in un contenimento dei prezzi di copertina”. Sconti che, secondo le associazioni, non sono arrivati.

Il Codacons accoglie con favore l’azione dell’Antitrust, ma chiede che il controllo venga esteso a tutto il corredo scolastico: zaini, quaderni, diari, astucci e così via. “Attualmente questi prodotti stanno registrando aumenti record simultaneamente in tutta Italia”, denuncia l’organizzazione, che invita “i presidi di tutte le scuole ad acquistare i libri all’ingrosso per conto dei genitori e a mettere a disposizione nelle biblioteche scolastiche un numero sufficiente di libri di testo, in modo che possano essere anche prestati a domicilio a chi ne fa richiesta”.

Favorevole al monitoraggio anche il ministro Gelmini. “E’ molto positivo - si legge in una nota - si tratta di Continua »

CONTE OF FLORENCE SCONTATISSIMO

August 21st, 2008

Stiamo parlando dello spaccio aziendale della famosa griffe, poco distante da Firenze. Qui abbiamo scovato abbigliamento Conte of Florence di prima e seconda scelta per bambini, uomo e donna. C’è anche un’ampia scelta per abbigliamento da golfisti.
Gli sconti sono ottimi, in media dal 20% al 50%, ancora maggiori nei periodi di saldi.

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SI RISPARMIA DAVVERO CON I VOLI LOW COST?

August 19th, 2008

Vi segnaliamo questo interessante articolo di Fabrizio Patti per il Sole 24 Ore di oggi in cui si mettono a confronto le caratteristiche e i reali risparmi sui voli low cost di diverse compagnie.

Volare low cost è ancora possibile nonostante i rincari del petrolio hanno avuto i loro effetti sulle tariffe, cresciute a giugno, secondo l’Osservatorio Volagratis, in media del 16% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. A questo si aggiunge che le compagnie tradizionali nello stesso periodo hanno abbassato leggermente i prezzi.Con tutto ciò, il risparmio è ancora consistente e varia tra il 40 e il 70 per cento a biglietto, ma può anche salire. Solo per fare un esempio, si può andare a Barcellona da Milano e ritorno con circa 150 euro contro i circa 400 euro che si spenderebbero con una compagnia di linea (rilevazione effettuata ieri su vari siti internet), risparmiando ben 250 euro.
Certo, tutto dipende dal momento della prenotazione, dalla destinazione e da eventuali offerte promozionali sia da parte dei vettori tradizionali sia economici perché le tariffe variano velocemente anche nel corso di una stessa giornata.
Tuttavia il risparmio netto sul prezzo del biglietto nasconde tagli, da parte delle compagnie, a diversi servizi considerati superflui (dai pasti a bordo all’imbarco del bagaglio) che vengono offerti, a chi ne fa richiesta, a tariffe molto salate che possono far lievitare il costo iniziale del biglietto.
Secondo la filosofia che le caratterizza da sempre – quella cosiddetta dei no frills (letteralmente «niente fronzoli») – le compagnie low cost negli ultimi tempi stanno eliminando un numero sempre più esteso di servizi. Se prima, infatti, si limitavano a non servire i pasti a bordo adesso sempre più spesso nei tagli rientra l’imbarco dei bagagli: con Ryanair presentarsi con una valigia da imbarcare al check-in dell’aeroporto costa ben 20 euro, che scendono a 10 se i bagagli sono stati dichiarati sul sito al momento della prenotazione.
Quello della compagnia irlandese non è però un caso isolato: sono ormai 14 le società che fanno pagare l’imbarco come un optional. L’inglese EasyJet chiede fino a 9 euro a bagaglio, Clickair e Norwegian Air Shuttle fino a 20 euro, con jet2.com si pagano fino a un massimo di 19,50 euro, con Bmibaby fino a 19 euro e con Aer Lingus fino a 18 euro. In genere le compagnie danno la possibilità di risparmiare prenotando su internet.
Attenzione poi ai limiti di peso consentiti per i bagagli. Se si superano, le tariffe da pagare per ogni chilogrammo in eccesso sono sempre più salate. I vettori che fanno pagare di più per il bagaglio in eccesso sono Ryanair (15 euro per chilogrammo), Thomsonfly (circa 12,70 euro), FlyBe (11 euro) e Easyjet (10,5 euro).
Altra voce da tenere in considerazione nel calcolo della spesa totale è la commissione per la prenotazione tramite carta di credito: le spese vanno dai 2 euro richiesti da Air Italy ai 10 euro di massimo di Fly Niki e Wizz Air. Tasse che possono pesare notevolmente sul portafoglio perché si applicano in genere per ogni passeggero e per ogni tratta.
I costi aumentano, fino a raddoppiare, se si sceglie di prenotare tramite i call center delle compagnie, che oltre tutto hanno una tariffazione che varia da quella di una chiamata nazionale ai 96 centesimi al minuto, più scatto alla risposta, previsto da sei compagnie. Molto meglio, quando possibile, scegliere di pagare con carta di debito: in questi casi le commissioni non superano i 3 euro. Nessun supplemento è poi previsto se si acquista con la carta Visa Electron.
Altra voce da non dimenticare al momento della prenotazione è poi il costo per Continua »