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La bufala delle case a 1 euro (Pizzone, Carrega Ligure e gli altri)

I progetti case a 1 euro sono ottimi strumenti gratuiti per i sindaci per farsi pubblicità. Non perdete tempo, non otterrete mai la casa a 1 euro, ecco perché.

paesaggio rurale italiano

Quando abbiamo visto per la prima volta l’annuncio delle case vendute al prezzo simbolico di 1 euro al fine di ripopolare alcuni comuni italiani, ci è parsa una bellissima idea e abbiamo deciso di raccogliere i dati. Volevamo fare una guida orientativa per i nostri lettori, che li indirizzasse verso un acquisto sicuro. Il solito lavoro della redazione di NoiRisparmiamo, insomma.
Dopo un po’ che ci arrivavano voci di un’operazione non proprio chiara, abbiamo cominciato a sospettare che dietro ci fosse ben altro.

La bufala delle case a 1 euro
Una nostra collaboratrice e il suo fidanzato si sono finti interessati ad acquistare una di queste case, per capire quale fosse il percorso migliore da suggerire in seguito ai nostri lettori.
La prima tappa è stata contattare il comune di Carrega Ligure, nel settembre 2014, chiedendo informazioni per visionare queste case. Telefonando al Comune, è stato risposto di scrivere un’email di richiesta all’indirizzo case1euro@comunecarregaligure.eu . Nonostante due solleciti, non è mai arrivata alcuna risposta e dalle notizie raccolte in giro (poiché dal comune di Carrega Ligure è impossibile averne) ci risulta che ad oggi nessuna casa è ancora stata assegnata. Non esiste nemmeno una graduatoria delle richieste pervenute.
La stessa cosa accade per gli altri comuni che hanno lanciato progetti per la vendita di case a 1 euro.
Se non assegnano le case, perché questi comuni continuano a pubblicizzare l’operazione “Case a un euro”?

Man mano, abbiamo contattato gli altri comuni: da Carrega Ligure, il primo di cui sopra, a Gangi (PA), Salemi (TP), Pizzone (IS). Sempre tramite persone che rientravano perfettamente nelle richieste dei comuni e che erano disposte a ristrutturare subito, abbiamo seguito l’iter delle lettere di disponibilità. Sicuramente un lavoro facile, visto che le risposte ad oggi sono state zero. Sì, zero, avete capito bene!
Nessun comune ha risposto. 
Per alcuni la giustificazione c’è. Nel frattempo, si è saputo che a Gangi, dal 2009 a oggi, sono state assegnate una ventina di case e il borgo si è riqualificato. Non rispondono più perché il progetto (forse) è terminato.
Si è saputo che a Salemi, con grande rabbia dell’allora sindaco Vittorio Sgarbi, l’operazione è stata fermata per il commissariamento del comune per infiltrazioni mafiose. Non è mai più ripreso il progetto delle case a 1 euro, nonostante si fossero presentati anche molti vip danarosi e politici (che senz’altro erano in ristrettezze e avevano bisogno di pagare meno la casa).
A Carrega Ligure, invece, il Comune, con un’operazione degna del miglior genio della follia, ha sì pubblicizzato largamente la vendita di case a 1 euro, ma si è poi accorto, a pubblicità già avvenuta, che l’acquisizione delle case da parte del Comune era impossibile e il tutto è finito in nulla. Salvo, ovviamente, una grandissima pubblicità per il comune e per la giunta che aveva promosso l’idea, pubblicità gratuita e nazionale sulla pelle di chi era seriamente intenzionato a impegnarsi nella riqualificazione di un borgo.

Ma veniamo alla verifica della bufala più recente, il Comune di Pizzone, provincia di Isernia. Nella primavera 2015 la stampa, soprattutto online, ha iniziato a dare grande risalto all’assegnazione di case al prezzo simbolico di 1 euro a Pizzone, ma con un vincolo: riservate solo a scrittori. Visto che la notizia era fresca, abbiamo voluto fare l’ultimo tentativo, contando che l’iter questa volta partisse.
La cosa che ci è apparsa subito molto strana è stata che, sebbene ci fossero notizie sulla stampa, non c’era alcuna notizia sul sito del Comune di Pizzone. I giornali riportavano il regolamento di partecipazione (piuttosto originale e naif), vogliamo farvelo leggere perché vale la pena:

Per tutti gli scrittori che sono interessati a partecipare all’iniziativa, è necessario inviare la propria candidatura, corroborata di CV dettagliato, allegando una lista dei testi pubblicati, le copertine di ogni testo e una breve lettera di motivazione alla seguente mail: ufficiosegretariopizzone@gmail.com. Successivamente, una commissione di esperti guidata dal Sindaco di Pizzone Letizia Di Iorio, provvederà alla selezione dei candidati sulla base degli immobili a disposizione del Comune. Lo scrittore selezionato dovrà poi firmare un contratto impegnandosi a ristrutturare l’immobile entro 1 anno dall’acquisto. Scaduto il termine, in caso di mancata ristrutturazione, l’interessato dovrà versare una penale di 1000 euro al Comune di Pizzone. Sono ammessi alla selezione esclusivamente gli scrittori. Le candidature dovranno essere inviate entro il 31 Luglio 2015.

Abbiamo chiesto l’aiuto di un’amica scrittrice che si è prestata a mandare tutto quanto era richiesto. Una volta inviata l’email con il materiale, non è arrivata nessuna conferma di ricezione. Notate infatti l’indirizzo: un banale indirizzo gmail. Come mai non usano la PEC, obbligatoria per tutti i comuni? Come mai non utilizzare un indirizzo legato al sito del comune di Pizzone? Tutto molto strano, vero? Eppure, secondo l’Articolo 6, comma 1, D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 – Le pubbliche amministrazioni sono tenute ad avviare il procedimento a seguito di istanze e dichiarazioni inviate dal cittadino per via telematica, con le modalità stabilite dal codice dell’amministrazione digitale (CAD): l’eventuale inosservanza comporta l’insorgenza di responsabilità dirigenziale e disciplinare in capo al titolare dell’ufficio competente.

Anche nel caso del Comune di Pizzone, come negli altri, non esiste alcun bando ufficiale, non è pubblicata alcuna delibera ma viene comunicato solo alla stampa che esiste un “progetto” e che questo è il regolamento. Però sappiamo che il Comune deve seguire degli iter precisi… perché non qui?
Abbiamo atteso con fiducia ma nulla è successo, intanto si susseguivano sulla stampa le pubblicità della sindaco Letizia Di Iorio e della sua iniziativa delle case a 1 euro.
Arrivata la data di scadenza del 31 luglio 2015, nulla è stato comunicato ai partecipanti, nemmeno sul sito del comune. La nostra coppia ha chiesto allora conferma della ricezione della documentazione, almeno quello. Nessuna risposta, ancora. Silenzio.
Arrivati al 10 settembre, a 40 giorni dalla scadenza del bando, non è ancora stato comunicato nulla. La pubblicità per il sindaco di Pizzone resta lì, online, a imperitura memoria del suo operato innovativo nel concedere case a 1 euro per ripopolare il paese… con i fantasmi?
Abbiamo fatto un ultimo tentativo, scrivendo all’URP del Comune e chiedendo un’intervista con il sindaco a proposito del “Progetto” case a 1 euro.  Anche da lì, nessuna risposta.

Pubblicità intascata, fine del progetto. Sembra essere ormai un copione ben collaudato.

Le nostre conclusioni. I progetti case a 1 euro sono ottimi strumenti gratuiti per farsi pubblicità. Non perdete tempo, non vi risponderanno mai perché, nella migliore delle ipotesi, dopo aver lanciato il progetto si sono accorti di non poterlo realizzare. Nella peggiore, ovvero la maggior parte, sapevano fin dall’inizio di non poter realizzare il progetto ma sapevano anche che con questo argomento avrebbero ottenuto pubblicità gratuita e risonanza nazionale sulle testate giornalistiche. A spese di chi la casa la cerca veramente e di chi avrebbe davvero intenzione di riqualificare dei paesi abbandonati.

> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

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