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Bonus di 5mila euro per famiglie adottive e affidatarie

Dal 2015 le famiglie che adottano o prendono in affido un bambino, anche con adozione internazionale, riceveranno un bonus di 5mila euro ad adottato.

Dal 2015 le famiglie che adottano o prendono in affido un bambino, anche con adozione internazionale, riceveranno un bonus di 5mila euro ad adottato.

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Dal 2015 le famiglie che adottano o prendono in affido un bambino, anche con adozione internazionale, riceveranno un bonus di 5mila euro ad adottato, vale a dire per ogni bimbo. E’ un emendamento introdotto dal Governo nella legge di stabilità per aiutare tutte quelle famiglie che si impegnano nel percorso di adozione, accogliendo quei bambini che altrimenti crescerebbero nelle case famiglia (ex orfanotrofi) e spesso in condizioni disagiate.

Il bonus è stato pensato per arginare una piccola parte delle spese enormi che le famiglie adottanti si trovano ad affrontare tra burocrazia, legali, viaggi e agenzie. Molti paesi stranieri infatti, prima di cedere un bambino in adozione a una coppia italiana, chiedono un periodo di permanenza nel paese, perché siano valutati adeguatamente e il bambino prenda confidenza con i nuovi genitori. Un periodo che è a totale carico dei neo-genitori: spese di viaggio per un periodo protratto, spesso in paesi lontani, più una burocrazia che in alcuni paesi tenta di lucrare sul desiderio di un bimbo e il suo diritto ad avare una famiglia, facendo arrivare le spese burocratiche fino a 2mila euro, senza contare la necessità di avvocati e relative parcelle.

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Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio ha affermato che il Governo sarà presente materialmente “sull’importante profilo del sostegno economico alle famiglie che intraprendono il percorso adottivo.”. Quanto questo sia diventato un problema lo sottolinea anche Silvia Della Monica, presidente della commissione Adozioni internazionali ha inteso sottolineare:
L’ultimo decreto per i rimborsi è del 2011 e col fondo residuo 2013 stiamo ancora pagando i costi di due anni prima. In pochi anni le risorse sono drammaticamente diminuite. Solo a poco tempo fa avevamo a disposizione 20 milioni di euro, mentre lo scorso anno siamo scesi a soli 5 milioni. Questo è il motivo per cui non possiamo andare avanti col sistema dei rimborsi. Una funzione, questa, che potrebbe essere assorbita anche dall’Agenzia delle entrate” lanciando l’idea di una “detraibilità documentata” o di un “aumento della deducibilità”.

A margine di questo decreto, si legge anche una volontà nuova e rinnovata verso le famiglie affidatarie, nella prospettiva di velocizzare le procedure di adozione dei ragazzi dati in affido, laddove non sia possibile il reinserimento nella famiglia di origine.

Ma si parla anche, finalmente, di adozioni da parte di single. Infatti l’approvazione da parte della Commissione di giustizia del Senato, che ha approvato il ddl 1209, che modifica la legge 184 del 1983 in tema di affido e di adozioni, dà oggi la possibilità alla coppia o al “monogenitore” che accoglieva un bambino in affido, di diventarne genitore a tutti gli effetti, mettendo al primo posto la questione della “continuità” dopo anni ed anni di affidamento. Finora invece poteva succedere che un bambino dato in affido fosse dichiarato adottabile ma venisse adottato da un’altra famiglia ritenuta idonea, con i conseguenti problemi di distacco dalla prima.

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> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

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