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CONVIENE LA POMPA DI CALORE? QUANTO FA RISPARMIARE?

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Lo si vede bene nelle simulazioni di investimento che hanno realizzato gli esperti di QualeEnergia con la preziosa consulenza dell‘ingegner Lorenzo Colasanti e dell’Energy & Strategy Group, il team di ricerca specializzato del Politecnico di Milano, che sulle pompe di calore e le altre tecnologie per l’efficienza energetica ha lavorato molto anche per preparare la nuova edizione dell’Energy Efficiency Report, che sarà presentato il 4 dicembre.

Abbiamo ipotizzato che la nostra utenza tipo – 4 persone che vivono in una villetta monofamiliare con prestazioni energetiche nella media – si trovi con una caldaia a fine vita.

tabella comparativa

A questo punto, per continuare a soddisfare i suoi fabbisogni di riscaldamento e acqua calda sanitaria, può scegliere tra installare una nuova caldaia a gas o una tra due diverse tipologie di pompe di calore elettriche da 10 kWt: aria-acqua (che preleva il calore dall’aria e lo cede all’acqua) o terreno-aria con sonda geotermica (per la tipologia aria-aria si veda l’ultimo paragrafo). Per ciascuna soluzione abbiamo considerato un prezzo, installazione compresa, tenendo conto dei valori rilevati sul mercato in questo periodo: 7.500 euro per la pompa aria/acqua e 11mila euro per l’installazione con sonda geotermica, mentre abbiamo ipotizzato che la caldaia a gas nuova costi 1.500 euro.

Nel tenere conto delle prestazioni delle pompe di calore abbiamo dovuto per forza di cose approssimare, dato che il rendimento dipende da vari fattori contingenti, quali l’andamento della temperatura stagionale della sorgente (l’aria esterna o il terreno a seconda delle tecnologie): i valori ipotizzati sono comunque realistici. Abbiamo ipotizzato che la pompa di calore vada a lavorare con i radiatori preesistenti, anche se queste tecnologie danno il meglio abbinate a sistemi a bassa temperatura, come il riscaldamento a pavimento. Abbiamo inoltre considerato e che la potenza contrattuale garantita dal fornitore di energia elettrica (e il relativo costo dell’elettricità) resti di 3 kW, sufficiente per impianti di questa potenza secondo gli esperti del Politecnico (qui i dettagli delle pompe di calore e qui i parametri della simulazione).

A questo punto siamo andati a vedere come cambiano i conti a seconda dell’incentivo che si sceglie – conto termico o detrazioni fiscali – e della zona climatica in cui vive il nostro utente tipo, valutando il payback time dell’investimento e il valore attualizzato netto al 4% su 20 anni, un tempo paragonabile alla vita utile di questi impianti (prudenzialmente stimato in 20-25 anni). I risultati sono riassunti nelle tabelle sotto.

Come si vede l’opzione pompa di calore risulta sempre conveniente rispetto all’installazione di una nuova caldaia a gas (con l’eccezione della tecnologia più cara, nella zona climatica più calda e con l’incentivo meno generoso). Questo nonostante le nostre simulazioni non tengano conto di due vantaggi che queste macchine possono dare e che sono difficili da quantificare: innanzitutto le pompe di calore considerate, oltre che a fornire calore, possono dare anche raffrescamento, dunque far risparmiare sull’eventuale acquisto e/o utilizzo di un condizionatore; in secondo luogo, la pompa di calore elettrica è ancora più conveniente nel caso la si abbini a un impianto fotovoltaico, perché permette di massimizzare l’autoconsumo dell’elettricità prodotta (a proposito si veda lo Speciale tecnico di QualEnergia.it su fotovoltaico e autoconsumo, di prossima pubblicazione).

I tempi di rientro dell’investimento sono più rapidi nei climi più freddi e per la tecnologia più economica, cioè perla pompa aria-acqua, ma il VAN sui 20 anni non si discosta molto. Tra i due incentivi le detrazioni fiscali, al momento prorogate fino al 31 dicembre 2014, sono la soluzione nettamente più conveniente. Ovviamente bisogna confrontarsi con i limiti di questo meccanismo: mentre il conto termico eroga direttamente il contributo in due anni, la detrazione restituisce in 10 rate annuale di uguale importo il 65% della spesa sostenuta, scalandolo dall’IRPEF. Oltre ad avere il ritorno economico diluito su 10 anni, per potere sfruttare a pieno le detrazioni bisogna dunque avere un reddito che comporti il pagamento di rate IRPEF adeguate: almeno 750 euro all’anno per la pompa di calore aria/acqua, almeno 1.100 per quella più costosa.

E per la tipologia aria-aria, la più diffusa? Qui il confronto con la caldaia a gas è più complesso. Il modello che abbiamo considerato (costo indicativo installazione compresa 6.500 euro), infatti, fornisce solo riscaldamento e raffrescamento ambienti e dunque non può sostituire completamente una caldaia a gas, che fornisce anche acqua calda sanitaria. Andrebbe affiancata a uno scalda-acqua o integrata con uno scambiatore aria-acqua. A livello indicativo alleghiamo ugualmente la simulazione, dato che mostra quanto, per produrre la stessa quantità di calore, convenga installare una pompa di calore aria-aria in vece di una nuova caldaia a gas.

Come si vede i conti sono ancora più interessanti rispetto alle tecnologie di pdc più costose e la detrazione resta la soluzione migliore.

Fonte: Qualenergia.it

> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

2 Commenti su CONVIENE LA POMPA DI CALORE? QUANTO FA RISPARMIARE?

  1. Sarebbe utile che pubblicaste la data dei vostri articoli. Comunque grazie per l’utile lettura.

    • Redazione NoiRisparmiamo // novembre 28, 2013 a 4:04 pm // Rispondi

      Ciao Michele, probabilmente era un momento di intenso traffico e non si caricava bene la pagina perché i nostri articoli sono tutti con data, sia sotto il titolo che nell’URL della pagina 🙂 Grazie comunque per la segnalazione, sono sempre benvenute.

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