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COME SCEGLIERE UNA MACCHINA DA CUCIRE

come scegliere la macchina da cucire

La macchina da cucire è un risparmio anche solo per fare gli orli dei vestiti che si acquistano ed è veramente semplice da utilizzare. Contiamo che un orlo costa in media 5-10 euro e una macchina familiare di fascia bassa può costare anche solo 50-80 euro. Il conto è presto fatto: con pochi orli avete ripagato la macchina da cucire e il resto è tutto guadagno! Se poi siete delle bravissime crafter o volete darvi al cucito creativo, realizzare accessori per la casa e abiti, borse, tende ecc. il guadagno è ancora maggiore.

Vediamo quindi i criteri per scegliere una macchina da cucire adeguata alle nostre esigenze e funzionale e i trucchi per trovarle a prezzi convenienti!

Come scegliere

Per prima cosa fare un elenco delle proprie esigenze di cucito. Cosa devo fare? Orli e piccoli lavori? Voglio cimentarmi nel cucito creativo? Ne ho già una e la voglio più potente? Devo ricamare? Voglio fare dei quilt e coperte patchwork? Devo cucire solo tessuti regolari o anche maglina, lycra, tessuti elastici? Meglio fare un elenco scritto e decidere in base a quello. Come: leggi di seguito la situazione che ti rappresenta di più e la guida all’acquisto per te!

 

 

toyota jeans

1. Le macchine meccaniche con funzioni base.

Primi lavori o piccolo cucito casalingo: macchina base meccanica. Se dovete fare solo orli e lavori saltuari e non avete mai utilizzato una macchina, è meglio prenderne una meccanica, il più semplice possibile. Ogni centro commerciale, mediastore e persino Ikea ne ha sempre una di questo tipo in offerta. La marca più comune è Toyota, sono macchine mediamente resistenti. Nell’immagine sopra, la Toyota Jeans, una delle più presenti nei centri commerciali.
Tutte le macchine meccaniche base fanno: punto dritto, almeno due tipi di zig zag, punti per orlature e finiture, occhielli semiautomatici. Alcune sono fornite già di piedino speciale per cucire le cerniere e set di aghi di ricambio.
Per risparmiare: per i primi lavori di cucito vanno benissimo le classiche ‘macchine della nonna’, anche quelle a pedale.  Rovistate nelle cantine, chiedete alle anziane di casa, almeno una macchina in disuso salterà fuori, gratis. Le macchine fino al 1940-50 fanno cuciture prevalentemente dritte con possibilità di cambiare solo la tensione del filo e lunghezza del punto. Dopo gli anni ’50 sono più frequenti le macchine con più scelta di punti e con gli anni ’60 arrivano anche le macchine ricamatrici meccaniche, oggi non più sul mercato (le ricamatrici sono tutte elettroniche).
In alternativa, una macchina meccanica elettrica la trovate anche sui 50-80 euro nei centri commerciali. Ikea ne ha una che a volte mette in offerta, costa di base 79,90 ma se non avete fretta potete attendere i periodi in cui viene messa in offerta a prezzo inferiore. In questa fascia troviamo anche alcune Singer, Vigorelli, AEG, JH e le Toyota. In questa fascia sono tutte più o meno equivalenti, su questa fascia la marca non è affatto una garanzia, anche perché molte vengono fatte in Cina.
Le controindicazioni: non sono adatte a lavorare a lungo, spesso si surriscaldano e bisogna spegnerle per un po’. Vanno fatte registrare spesso perché dopo un po’ di lavori tendono a cucire storto o far saltare dei punti. In alcuni casi farle registrare due volte costa come comprare la macchina nuova.

 

 

macchina da cucire Bernina meccanica

 

 

2. La macchina meccanica automatica.

Abiti, tessuti particolari, multistrati ecc. Se siete già esperte e volete passare a una macchina più performante, rimanendo però sempre nell’ambito delle macchine meccaniche, potete orientarvi su prezzi tra i 200-350 euro. In questa fascia si trovano macchine davvero belle con cui si può cucire praticamente tutto e che permettono la gestione di piedini particolari in base a tessuti e lavori da eseguire. Sicuramente in questa fascia parliamo già di acquisti che durano nel tempo. Il tipo di crochet.  Il crochet ti tipo oscillante è meno efficiente e offre una minore durata nel tempo della macchina per cucire rispetto al crochet rotativo, che però si trova maggiormente sui modelli industriali perché sono sottoposti a ritmi intensivi di lavoro. L’unica marca di macchine per cucire che ha migliorato molto il crochet oscillante è Bernina, mentre le altre sono tutte basate sulla tecnologia oscillante classica delle macchine familiari.

 

singer 160mo anniversario macchina da cucire elettronica

3. La macchina elettronica.

E’ una macchina che offre un maggior numero di funzioni preimpostate, per esempio l’asola, che nei modelli meccanici è presente solo su quelli più costosi. Le funzioni sono tantissime e i costi di conseguenza, per una buona macchina elettronica, dove le marche di riferimento sono Brother, Husqvarna, Singer, Pfaff  si può spendere da 250 a 3mila euro. Anche per queste vale il discorso risparmio di usato ricondizionato (vedi macchine per uso semi-professionali) e il consiglio di evitare l’usato venduto da privati, le riparazioni su queste macchine possono essere molto costose, spesso più di quanto si è pagata la macchina.
Attenzione. Le macchine elettroniche sono più delicate. Sbalzi di tensione per la corrente, cuciture troppo forzate con multistrati, applicazioni di piedini non di serie possono provocare danni. Sono in genere macchine meno robuste delle meccaniche o pari grado, ma la parte elettronica le rende più delicate da maneggiare. Per quanto riguarda il tipo di crochet, vale quanto detto per la macchina meccanica automatica. La serie Bernette della Bernina, per esempio, dispone di questo tipo di crochet e pur essendo un’elettronica computerizzata ha prezzi da 350 a 500 euro, che si attestano nella stessa fascia delle altre elettroniche di prestazioni inferiori. (Nella foto sopra, l’elegante elettronica Singer 160° anniversario, in serie limitata.)

 

Brother Laura Ashley, una ricamatrice di alte prestazioni

5. La macchina ricamatrice 

Ce ne sono di tre tipi: meccaniche, elettroniche complete e elettroniche ricamatrici. Attenzione quindi nell’acquisto: non tutte le macchine da cucire ricamatrici si possono usare anche come macchine da cucire normali. Sicuramente, se state valutando l’acquisto di una ricamatrice, sapete già usare le macchine da cucire e avete una buona manualità. Se possedete già una buona macchina da cucire, sicuramente vale la pena di investire tutto il budget in una ricamatrice che farà solo quello ma avrà molte più funzioni, accessori e precisione. Le marche di riferimento qui sono BrotherHusqvarnaSingerPfaff, Janome, Bernina. I prezzi vanno dai 350 ai 6mila euro (quella nella foto sopra per esempio costa circa 6mila euro, è la Brother Laura Ashley, una delle più precise e sofisticate).
Tenete conto che fino agli anni 50 si facevano ottimi ricami a macchina utilizzando solo macchine a pedale, non elettriche e senza grandi selezioni di punti, utilizzando solo lo zig zag e modificandone ampiezza e tensione del filo. Se dovete fare solo dei bordi o piccoli lavori di ricamo, molte macchine meccaniche degli anni ’50-’60 -’70 hanno la possibilità di ricamare e spesso anche su tessuti particolari come jeans, cuoio, seta, cosa che oggi fanno solo le macchine oltre i mille euro. Tra quelle acquistabili usate, si distinguono in particolare le Elna della serie Supermatic, prodotte tra gli anni ’50 e ’60, hanno una serie di dischi da inserire nella macchina per eseguire i ricami, alcuni molto complessi come ochette e farfalline per le lenzuola da culla o greche e motivi geometrici per tovaglie e altri decori. Si trovano restaurate sui 100-150 euro e sono davvero indistruttibili, completamente in acciaio senza nemmeno un pezzettino di plastica.

 

Macchina per quilting Husqvarna

6. La macchina per quilting

Sono macchine specifiche per piccole cuciture precise senza trasporto, cucitura e ricamo su multistrato, alcune con funzione telaio che fanno anche da ricamatrici. Se avete intenzione di fare del quilt il vostro futuro lavoro o il vostro unico hobby per tutta la vita, vale la pena di avere uno di questi costosi gioielli, che oscillano dai 500 agli 8mila euro. Quella nella foto sopra è una macchina per quilting di nuova generazione, con movimento computerizzato o a braccio libero, questo tipo di macchine permettono di fare tremila punti al minuto.
Risparmio: in alternativa, se dovete fare solo due coperte quilt, si possono usare con un po’ di pazienza tutte le macchine meccaniche o elettriche o elettroniche.
Usato: quelle di fascia alta sono difficili da trovare usate, si trovano più facilmente le ricamatrici o elettroniche con funzione quilt.

 

coverlock tagliacuci di pfaff

7. La tagliacuci

Per chi comincia ad avventurarsi nel cucito a macchina, la tagliacuci è l’oggetto del mistero. Non è indispensabile ma lo diventa se confezionate tanti abiti in jersey, maglina, lycra e tessuti elastici in genere. La sua peculiarità è tagliare intanto che fa una rifilatura fittissima del bordo. Fine delle sfilacciature post-taglio e delle cuciture elastiche molli o che tirano. Non può sostituire comunque la macchina da cucire, è un attrezzo da avere in più. Al contrario, se vi capita di cucire solo di rado i tessuti elastici e la maglina, potete farlo con una macchina normale, con un filo di attenzione a non tirare il tessuto durante la cucitura e lavorando con un trasporto minimo. Non è una macchina da principianti: serve saperla regolare molto bene perché sia utile. Se si vuole lavorare molto sul jersey è meglio orientarsi su una tagliacuci con il differenziale, che sostiene il tessuto durante la cucitura.
Esistono in commercio “piedini tagliacuci” da applicare a macchine normali e che promettono di trasformare qualsiasi macchina in una tagliacuci: non funzionano, nemmeno quelli di marca. Le cuciture sono molto irregolari così come il taglio, tutto decisamente diverso dalla tagliacuci.  I costi, a seconda della marca e della quantità di fili diversi che riesce a gestire vanno dai 300 ai 2000 euro. (Nell’immagine sopra la Coverlock di Pfaff a 5 fili, una di quelle di fascia più alta che permette un confezionamento abiti pari a quello sartoriale)
Sull’usato vale quanto detto per le macchine semi-professionali. I prezzi sono altini anche sull’usato perché la tagliacuci è molto meno diffusa delle macchine da cucire normali.

 

Juki semiprofessionale meccanica, 1 ago

8. Le macchine semi-professionali 

Uso semi-professionale o per molte ore al giorno. Per questi usi, bisogna uscire dall’ambito della macchina famigliare e orientarsi verso le macchine professionali, quelle per intenderci che usano le sarte. Qui però può esserci un notevole risparmio comprando un usato. Molti rivenditori delle marche professionali e semi-professionali più famose come Janome, Juki, Elna, Brother, Singer, Bernina, Pfaff  hanno anche un servizio usato garantito: sono macchine ricondizionate, in ottimo stato, spesso provenienti da chi le ha usate poco o ha chiuso un’attività o è passato a modelli industriali. Il prezzo può aggirarsi sul 50% di quello di listino e sono spesso pari al nuovo, salvo che non sono gli ultimi modelli usciti. Nell’immagine sopra la Juki industriale meccanica a 1 ago, usata spesso anche dalle crafter e piccole sarte perché permette di lavorare tutto il giorno e a seconda del modello raggiunge da 3mila a 5mila punti al minuto senza surriscaldamenti e usura.
Sconsigliato invece in questi casi comprare l’usato da privati, a meno che non siate proprio grandi conoscitori della meccanica di queste macchine. Si trovano spesso macchine fallate, rotte, o con pezzi non originali sostituiti, in modo che durino quel tanto da poter attribuire la rottura successiva al compratore.

 

centri di assistenza autorizzati

 9. L’assistenza

Se comprate una macchina da cucire, nuova o usata, l’assistenza è fondamentale. Accertatevi quindi che ci sia nel raggio di almeno 20 km da voi, altrimenti ai costi di registrazioni e riparazioni dovrete aggiungere quelli di trasporto. Attenzione estrema alle mercerie e negozi di tessuti che si improvvisano ‘aggiustatutto’ delle macchine da cucire!!! Nella maggior parte dei casi sono trafficoni che fanno più danni e usano pezzi non originali. Rivolgetevi solo a centri autorizzati, il cui indirizzo sia sul sito del produttore o nel libretto allegato alla macchina (che però potrebbe non essere aggiornato). Anche se una merceria può vendere macchine da cucire, il proprietario non diventa automaticamente esperto nelle riparazioni. Ci sono casi rari di appassionati che le sanno aggiustare davvero ma se non si conoscono bene è meglio rivolgersi al centro autorizzato dalla casa madre.

centro vendita macchine da cucire con postazioni di prova

 

10. Dove acquistare

L’acquisto migliore è presso il negozio rivenditore della marca che abbia anche il servizio assistenza. Magari la pagate 20 euro di più che online, ma avrete instaurato il rapporto più prezioso per mantenere efficiente la vostra macchina e non perdere tempo. Molti centri di assistenza, infatti, danno priorità alle macchine comprate da loro, hanno offerte sulla revisione periodica e spesso sanno dare i consigli migliori anche su come utilizzarle e che accessori sono compatibili. Cosa poi assolutamente non trascurabile, negozio rivenditore autorizzato potete provare la macchina, anche diversi modelli per vedere quale vi soddisfa.
Nei centri commerciali vale la pena solo se acquistate macchine-base o se sapete aggiustarle da soli. Per macchine più complesse, alla prima volta che le portate in assistenza vi renderete conto dello sguardo sprezzante che il rivenditore/riparatore rivolge al cliente dell’ipermercato che non ha comprato da lui ma va da lui per farsela aggiustare. Alcuni vi faranno aspettare legalmente anche 4 mesi prima di ridarvi la macchina aggiustata (hanno priorità i loro clienti) e alcuni vi indirizzeranno altrove dicendo che sono già al completo. Comprandole online vale lo stesso discorso, con l’aggravio del trasporto con corriere e macchina sbattacchiata e spesso capovolta per tutto il viaggio, cosa che in particolare alle elettroniche può provocare danni. Gli imballaggi sono di solito resistenti ma non sempre abbastanza da resistere a un corriere che ci impila sopra il resto delle consegne o la fa ballare da una parte all’altra del camion.
Articolo a cura di Noirisparmiamo.com, non è permessa la copia.

 

 

> Michela Beretta (59 Articoli)
Michela Beretta. Nata a Bergamo, si trasferisce a Milano per conseguire una laurea in Lettere e un master in giornalismo, ma dopo una decina d’anni nella metropoli e nelle redazioni milanesi, decide di tornare nel suo piccolo paesino in Val Brembana. Coniuga l’attività di giornalista libero professionista con la passione per la pittura, il cucito creativo e l'arredamento d'interni … in particolare ecologico! Ricicla di tutto e recupera vecchi oggetti per sé e per le amiche, divertendosi a reinventarne gli usi e le collocazioni. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi con il cavalletto sempre in spalla, fermandosi qui e là per dipingere le sue valli. Vive in una piccola casa di pietra e legno con il marito e due pestiferi barboncini meticci, Nerone e Caligola. Collabora con la redazione di NoiRisparmiamo curando gli articoli dedicati all'home design e alle novità eco per la casa.

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