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IL MASSAGGIO IN SPIAGGIA CONVIENE? QUALI SONO I RISCHI?

I nostri lettori ci scrivono per sapere quanto siano convenienti i massaggi in spiaggia e se si possano fidare di questi operatori, spesso ragazze cinesi che dicono di lavorare per centri estetici nelle vicinanze. Da un’indagine svolta da Noirisparmiamo.com, il fenomeno presenta ampi margini di pericolo, sia dal punto di vista della salute che da quello del risparmio e sarebbe pertanto da evitare, rivolgendosi invece a centri specializzati con strutture idonee e una profilassi igienica a norma. Molti pensano infatti che trattandosi “solo di un massaggio” non vi siano rischi per la salute. Invece dermatiti, funghi, eczemi e virus trovano nelle mani della massaggiatrice non professionale un veicolo ideale per passare di persona in persona.

Vediamo in dettaglio tutti gli aspetti.

LE CIFRE  Il prezzo medio è di 20 euro per 30 minuti per il massaggio total body, prezzo che si riduce verso le regioni del sud o in caso il cliente sia conosciuto e chieda uno sconto per più massaggi. Sono tutte terapiste abusive e arrivano armate di straccio per togliere la sabbia, olio di ignota provenienza in flaconi di prodotti per massaggi e grandi sorrisi. Naturalmente senza ricevuta. Per sei ore al giorno di lavoro in spiaggia arrivano a guadagnare tra i 7 e gli 8mila euro al mese, tutti esentasse.

EVASIONE FISCALE E MULTE Il fatto di non fare una ricevuta per loro è poco rischioso: sono per la maggior parte di nazionalità straniera e la multa non la pagheranno mai, né l’Equitalia scoprirà mai dove sono, sempre che i documenti siano in regola. Sono a tutti gli effetti evasori fiscali che però gravano sulle nostre tasse perché usufruiscono di tutti i servizi pagati con esse, dalle strade agli ospedali. Il cliente non è multabile in caso non richieda la ricevuta.

L’IGIENE E IL RISCHIO MALATTIE Questo è il rischio più concreto. Dagli asciugamani riutilizzati più volte, agli oli di dubbia provenienza (i flaconi non sono mai nuovi ma riempiti con altri prodotti), fino alle mani stesse. Tutto è un ottimo veicolo per funghi, dermatiti e malattie infettive. Facile quindi, come è già successo a molti, ritrovarsi a distanza di giorni da uno di questi massaggi con un’orticaria, un fungo o una dermatite di vario genere che nel migliore dei casi farà passare le restanti vacanze in giro per specialisti e deturpati da bolle e desquamazioni.
Questi massaggi non andrebbero mai fatti sotto il sole, infatti molti oli e creme, specialmente se di bassa qualità, sono fotosensibili e possono dare reazioni allergiche oppure scottature che macchiano per sempre la pelle.  Meglio quindi rivolgersi a un centro estetico attrezzato e rispettoso dell’igiene, lontano da sabbia e sole diretto.

IL SOSTEGNO AL RACKET DELLE STRANIERE Queste massaggiatrici da spiaggia non lavorano in proprio. Sono schiavizzate da organizzazioni che le portano sulle spiagge, le fanno lavorare e incassano tutti i guadagni, facendole vivere in condizioni spesso disumane. Pagare questi massaggi in spiaggia equivale a sostenere i racket illegali che schiavizzano le ragazze straniere e sono spesso collegati alle organizzazioni mafiose.

CHIAMARLE A CASA, UN GROSSO RISCHIO. Sono massaggiatrici abusive, tutte orientali e riconoscibili da una sorta di ‘divisa’ da spiaggia: ampio cappello di paglia o bianco, casacca chiara o colorata, pantaloni, occhiali da sole e borsa con olio e asciugamano, unici attrezzi che usano. Alcune si offrono anche di fare massaggi a domicilio, ma attenzione: dietro al servizio a casa a prezzo stracciato, può nascondersi un sopralluogo della casa e delle abitudini degli inquilini, che presto potrebbero trovarla svaligiata.

 

 

> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

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