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RISPARMIARE SUI MATERIALI EDILI NUOCE AI NOSTRI FIGLI

Risparmiare sui materiali edili vuol spesso dire impiegare materie che rilasciano nell'aria sostanze dannose, spesso cancerogene. A farne le spese sono sempre di più i bambini sotto i  cinque anni e gli adolescenti. Ma non solo i materiali edili sono all'indice per Il fritto e i fumi delle cucine, le onde elettromagnetiche di telefonini e wi-fi, i rumori delle strade nelle metropoli, ma anche la polvere e le muffe che proliferano in ambienti chiusi e poco areati. Case moderne sempre più inquinate e padroni di casa poco informati sui 'nemici' che si nascondono proprio nel focolare domestico. E' il quadro delineato dai pediatri della Fimp (Federazione italiana medici pediatri). A Milano, alla vigilia del V Congresso nazionale della Federazione (al via domani a Torino), gli esperti lanciano un monito ai genitori e avvertono: "Quasi un quarto delle malattie del mondo, circa il 24% (dati Oms), è dovuto all'esposizione a fattori ambientali". Ma lo smog e le altre forme di inquinamento non si fermano davanti al portone di casa. Le polveri sottili, per esempio, si trovano anche nei fumi sprigionati durante la frittura, o nel fumo di sigaretta. "Si accumulano inquinanti nell'aria, ma anche nelle acque, nel suolo-sottosuolo, nel cibo. L'inquinamento è acustico e da onde elettromagnetiche (telefonini, reti wi-fi)", elenca Michele Fiore, coordinatore nazionale del Congresso Fimp. "E i più a rischio sono i bambini al di sotto dei 5 anni. Soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, prevenire l'esposizione a questi fattori di rischio, salverebbe circa 4 milioni di vite all'anno solo fra i piu' piccoli". La black list dell'inquinamento è lunga: gas di scarico, pesticidi, amianto, radon. Ma anche l'inquinamento di case e ambienti chiusi trova posto fra i nemici dei bimbi. Fra gli effetti immediati, "annoveriamo raffreddore e tosse, allergie, asma,

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problemi alla cute, ma presto scopriremo anche gli effetti a lungo termine dell’esposizione massiccia agli inquinanti”, avverte Fiore.

“I bambini piccoli – conclude – passano circa il 90% del loro tempo dentro casa e questo li sottopone a rischi maggiori, venendo a contatto con l’arredamento, la tappezzeria, le pareti, i pavimenti e i soffitti, e quindi indirettamente con vernici, insetticidi, condizionatori e deumidificatori, impianti elettrici, candele, incensi e deodoranti, fumo di tabacco ambientale, prodotti per la pulizia, muffe ed altri agenti patogeni. E’ per il loro bene che i genitori devono fare avere cura degli ambienti in cui vivono, seguendo semplici regole che vanno dalla scelta di materiali naturali ed elettrodomestici moderni a risparmio energetico fino all’abitudine di areare continuamente i locali”.

Vale la pena quindi risparmiare sui materiali edili e scegliere materiali non ecologici? Proprio no!

 

 

> Michela Beretta (59 Articoli)
Michela Beretta. Nata a Bergamo, si trasferisce a Milano per conseguire una laurea in Lettere e un master in giornalismo, ma dopo una decina d’anni nella metropoli e nelle redazioni milanesi, decide di tornare nel suo piccolo paesino in Val Brembana. Coniuga l’attività di giornalista libero professionista con la passione per la pittura, il cucito creativo e l'arredamento d'interni … in particolare ecologico! Ricicla di tutto e recupera vecchi oggetti per sé e per le amiche, divertendosi a reinventarne gli usi e le collocazioni. Nel tempo libero ama passeggiare nei boschi e visitare i piccoli borghi con il cavalletto sempre in spalla, fermandosi qui e là per dipingere le sue valli. Vive in una piccola casa di pietra e legno con il marito e due pestiferi barboncini meticci, Nerone e Caligola. Collabora con la redazione di NoiRisparmiamo curando gli articoli dedicati all'home design e alle novità eco per la casa.

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