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COME FARSI RIMBORSARE LA VACANZA SE NON E’ COME SUL DEPLIANT

Quante volte ci è capitato di prenotare un albergo bellissimo davanti a un mare cristallino e all'arrivo trovare una sistemazione mediocre e mare torbido? Due turisti friulani non sono stati al gioco e hanno fatto causa a un colosso dei viaggi organizzati: Alpitour. Il tour operator è stato così obbligato dal tribunale a risarcire lo stress da vacanza rovinata e i danni patrimoniali, creando così un utile precedente per tutti coloro che vogliono rivalersi per aver ricevuto un servizio che non era proprio quello del depliant. Se nella "vacanza tutto compreso" il mare non è limpido e la spiaggia non è pulita come appariva dal depliant promozionale del soggiorno organizzato, allora il tour operator è tenuto a risarcire i danni patrimoniali e lo stress da "vacanza rovinata" a chi ha comprato il pacchetto turistico che non ha mantenuto le aspettative. Lo sottolinea la Cassazione confermando la condanna di Alpitour a rifondere una coppia friulana, Franco G. e Graziella C., per la brutta settimana passata in un hotel di Creta nell'agosto del 1999.  Una sentenza che costituisce un precedente in italia e apre la strada a centinaia di cause analoghe. La storia di Franco e Graziella Arrivati sull'isola greca, nel 'Club Fodele Beach', marito e moglie trovano la brutta sorpresa di una spiaggia sporca che affacciava su un tratto di mare inquinato da idrocarburi. L'opuscolo che pubblicizzava il loro viaggio, invece, riproduceva una spiaggia molto bella e un mare cristallino. Dopo aver protestato con l'agenzia di viaggio di Pordenone dalla quale avevano acquistato il pacchetto, Franco e Graziella rifiutano la proposta di trasferirsi in

un altro albergo in cambio dell’impegno a non intraprendere alcuna azione risarcitoria. Tornati in Italia citano per danni il tour operator – che inizialmente era Francorosso, poi assorbito da Alpitour – e in primo grado perdono la causa. Il Tribunale dà torto alla coppia sostenendo che la pulizia della spiaggia e la purezza del mare “non dipendevano dalla responsabilita’ dell’albergo”. Diverso il verdetto della Corte d’appello che condanna il tour operator a risarcire un danno di oltre mille euro per la settimana di vacanza rovinata. Ora anche la Cassazione ha confermato la condanna spiegando, nella sentenza n.5189/2010 della Terza sezione civile,  che “l’organizzatore o il venditore” di un pacchetto turistico “assumono specifici obblighi soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalita’ di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi che vanno esattamente adempiuti” sulla base di quanto il turista vede sui “depliant illustrativi”.

La coppia ha così ricevuto 1.163 euro – da rivalutare con gli interessi – come risarcimento delle spese sostenute per spostarsi in una spiaggia pulita e per dispiacere della vacanza rovinata.  CONTINUA QUI

> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

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