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ATTENZIONE ALLE CARTE REVOLVING! GLI INTERESSI REALI TRA IL 17 E IL 20%

Cosa sono: a tutti gli effetti sono un finanziamento, o meglio 'credito al consumo'. Sono carte di credito con un budget erogato da una finanziaria, in genere dai 1000 ai 2500 euro Chi le riceve: generalmente arrivano a casa previo richiesta di finanziamento oppure dopo aver concluso il pagamento delle rate di un finanziamento. Come funzionano: si paga solo se si utilizza. In genere si restituisce una quota mensile tramite rid, bonifico bancario, addebito in conto corrente o versamento con bollettino postale. La quota restituita ritorna disponibile per l'utilizzo dal mese successivo. Per esempio, se ho una carta revolving da 2000 euro con una rata mensile di 100 euro e questo mese spendo 1000 euro con la carta, il mese prossimo comincerò a restituire questi 1000 euro in rate da 100, quindi solo 100 euro il primo mese, altri 100 il secondo e così via. Però questa quota restituita tornerà immediatamente disponibile sulla carta, quindi se questo mese mi restano 1000 euro da spendere, il mese prossimo saranno 1100, quello dopo 1200 e così via. Dove ci guadagna la finanziaria: nei tassi di interesse. Più tempo ci mettete a restituire la somma, più denaro dovete dare. Per esempio su un finanziamento di 2000 euro restituito in 1 anno, la somma restituita sarà di circa 2300 euro, che aumenta se si allunga il periodo: circa 2500 in due anni e così via. Non poco di sicuro, su una cifra così piccola! I tassi di interesse: variano e possono arrivare tranquillamente al 20%, li accettate implicitamente al primo utilizzo della carta. Cosa fare se non si vuole utilizzare la carta revolving che arriva a casa: tagliarla, mettere tutto in una busta e mandare con raccomandata A/R alla finanziaria che l'ha spedita, pregandoli di non mandare altre carte o finanziamenti non richiesti Vi proponiamo infine questo illuminante articolo di Matteo Prioschi, da Il Sole 24 Ore del 15 Dicembre 2008: "Carte revolving, attenzione al salasso sugli interessi".

C’è ancora qualche regalo da comperare, ma il budget rimasto è insufficiente. Può accadere così che, alle porte delle festività natalizie l’occhio cada sulla carta revolving che si ha in portafoglio e non si è mai utilizzata. Uno strumento che consente di acquistare subito e pagare dopo, potendo scegliere, in molti casi, anche il valore della rata mensile. Una soluzione semplice, più facile di un prestito finalizzato o di uno personale che richiedono, per ogni operazione, la compilazione di moduli e l’approvazione da parte della società specializzata o della banca. Se si paga con una carta a rimborso dilazionato non si compila nulla, se non al momento della richiesta della stessa, e nessuno, a parte il titolare e l’emittente della carta, saprà che si è comperato a rate.
A differenza di quanto avviene in altri Paesi, soprattutto Stati Uniti e Gran Bretagna, le carte revolving non sono molto diffuse in Italia (a volte sono “ad opzione” cioè la carta prevede sia il rimborso a saldo che quello dilazionato) e vengono usate relativamente poco. Secondo i dati più re-centi diffusi dall’Abi, quelle in circolazione sono 4,3 milioni, a fronte dei 29 milioni di carte di debito per esempio, e quelle attive sono il 64 per cento (poco più di una su due). Non c’è da stupirsi, quindi se per Visa, uno dei principali circuiti di pagamento, valgono il 2% di tutte le transazioni con carta effettuate in Italia. In base ai dati dell’Osservatorio Assofin sul credito al consumo, il valore delle operazioni con carte revolving nei primi dieci mesi dell’anno è stato pari a 8,1 miliardi di euro (in crescita del 7,4% sul 2007) a fronte dei 18,2 miliardi dei prestiti personali e dei 20 miliardi dei prestiti finalizzati.
E probabilmente è un bene perché prima di ” strisciarle” è opportuno conoscerne bene le caratteristiche. Già, perché a differenza delle carte di debito o di quelle di credito a saldo (il cui rimborso delle spese del mese in media avviene il 10-15 del mese successivo in un’unica soluzione), con le revolving si entra nel settore del credito al consumo.
Con la differenza che, mentre se si chiede un prestito la società a cui ci si rivolge vaglia ogni singola pratica, con la carta viene concesso un plafond di spesa da utilizzare quando e come meglio si crede. Magari anche a mesi o anni di distanza dall’emissione della stessa, con la possibilità che nel frattempo le disponibilità economiche del titolare siano cambiate in peggio, al punto tale che attivare un rimborso rateale non sia opportuno.
Le carte revolving, in particolare, si distinguono per un tasso di interesse applicato alle somme dilazionate mediamente più alto di quello dei prestiti personali o di quelli finalizzati. Pagare interessi del 17-20 per cento non è affatto inconsueto e se si tiene conto che le modalità di rimborso standard prevedono in genere una rata molto contenuta, pari al 4-5% dell’importo mensile del saldo o del fido concordato, ciò significa ritrovarsi alla fine dell’operazione avendo rimborsato un importo decisamente superiore al costo del bene che si è acquistato. È opportuno, quindi, leggere bene le condizioni contrattuali prima di utilizzarle.
Del resto, a differenza di un prestito finalizzato che viene proposto presso il punto vendita al momento dell’acquisto, qui non si corre il pericolo di farsi prendere dalla paura di lasciarsi sfuggire l’occasione di acquistare il bene desiderato. La carta può essere richiesta in qualunque momento, magari la si ha già in tasca da mesi e quindi c’è tutto il tempo necessario per studiarne caratteristiche e costi. Poi, se e quando lo si riterrà opportuno, la si potrà utilizzare in modo consapevole. Uno dei vantaggi della revolving rispetto ai finanziamenti classici, per esempio, è proprio il fatto di essere sempre disponibile e di poteressere usata con estrema semplicità senza richiedere alcuna autorizzazione specifica per ogni singola operazione.
Per bilanciare benefici e costi determinati dal tasso di interesse, però, è opportuno ridurre il più possibile il numero di rate. Quindi meglio scegliere una carta che consente di variare l’importo del rimborso mensile fino ad arrivare anche al 100 per cento del saldo o del fido concesso. Così l’acquisto fatto, volendo, lo si paga anche in soli 3-4 mesi, usufruendo dei vantaggi del pagamento rateale e al contempo limitando gli effetti del tasso di interesse.

> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

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