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BONUS PER AIUTARE LE FAMIGLIE SOTTO I 20.000 EURO DI REDDITO

Bonus per le famiglie fino a 20 mila euro di reddito, congelamento delle tariffe di autostrade e Ferrovie, taglio del 10 per cento delle bollette di luce e gas per le fasce sociali più disagiate. Un calmiere per i mutui prima-casa. Sono queste le misure con le quali si avvia ad entrare nel consiglio dei ministri di mercoledì prossimo il decreto anti-crisi, un testo composto al momento di una quarantina di articoli e che avrà un costo di circa 4 miliardi, per metà destinati alle famiglie e per l'altra alle imprese. Le novità dell'ultima ora, cui hanno fatto cenno Berlusconi e Tremonti durante il vertice di ieri di Palazzo Chigi con gli enti locali, riguardano il congelamento delle tariffe autostradali e delle Ferrovie, oltre allo sconto del 10 per cento per le tariffe di luce e gas per i redditi più bassi. Inoltre una misura è esplicitamente prevista per introdurre un calmiere ai mutui prima casa: le ipotesi in ballo prevedono un nuovo protocollo d'intesa con le banche per porre un limite ai tassi variabili ed avvicinarli al tasso di riferimento della Bce, ma si parla anche di prevedere l'acquisizione da parte della Cassa Depositi e Prestiti dei mutui prima casa di cui non siano state pagate una o più rate. Il pacchetto fiscale delle famiglie anticiperebbe in qualche modo, attraverso un bonus di Natale, il concetto del quoziente familiare (meccanismo in uso in Francia, contenuto nel programma del Pdl, e che prevede la divisione dell'imponibile per il numero dei componenti della famiglia). Il bonus fiscale, una tantum, sarebbe tra i tra i 150 e i 700-800 euro e riguarderebbe le famiglie sotto i

20 mila euro di reddito annuo. Gli sconti sarebbero modulati tenendo conto di tre diverse fasce di reddito e composizione familiare: ne avrebbero così diritto – secondo le simulazioni elaborate fino a questo momento dai tecnici – i coniugi senza figli (due soli componenti) fino a 12 mila euro; le famiglie composte da 3-5 componenti tra i 12 mila e i 17 mila euro di reddito; le famiglie con 6 o più componenti fino a 20 mila euro.
Novità dell’ultima ora l’ingresso del decreto di una proroga dei termini del versamento dell’acconto Irpef e Ires attualmente fissato al 30 novembre.
Contestualmente – ma su questo ci sono ancora incertezze – sarebbe introdotto un taglio di 3-4 punti dell’acconto medesimo sia ai fini Irpef sia Ires, questa misura riguarderebbe soprattutto lavoratori autonomi e imprese.

Il pacchetto imprese farebbe perno, come ha confermato ieri lo stesso Tremonti, su uno sconto Irap: si tratterebbe di una deduzione forfettaria del 10 per cento ai fini Ires. A questa misura sarà accompagnata l’introduzione del pagamento dell’Iva al momento dell’incasso e non dell’emissione della fattura, ma il ministro dell’Economia ha avvertito che su questa materia dovrà pronunciarsi Bruxelles. Prevista anche la proroga della detassazione degli straordinari e dei premi di produzione: dovrebbe essere confermata per il 2009 per i redditi fino a 30 mila euro ma dovrebbe salire il tetto del beneficio da 3.000 a 6.000 euro.

Nel decretone anche la ricapitalizzare delle banche con la sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni convertibili, a fronte di un impegno a mantenere il credito alle piccole e medie imprese. Previsto inoltre un ammorbidimento dei criteri contabili Ias per le società.

Via: Roberto Petrini, La Repubblica, 21 Novembre 2008

> Federico Rossi (157 Articoli)
Sociologo e giornalista con la passione per la sostenibilità ambientale e un passato da selezionatore del personale per una multinazionale. Dal 2006 si diverte lavorando come freelance per diverse agenzie di Milano. Per NoiRisparmiamo si occupa dal 2012 di scovare tutti i fondi statali, gli incentivi e i metodi per pagare meno tasse, oltre a coordinare il lavoro della Redazione.

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